La storia dei brand che ammiriamo di più, ci insegna che riusciamo a capire intimamente un’azienda e a amare di più i suoi prodotti, quando apprendiamo come nasce, perché si sviluppa e in che modo supera i momenti di crisi tracciando nuove strade. Sono le chiavi che aprono il cuore dei clienti e i veri motivi che la fanno prosperare nel tempo, una generazione dopo l’altra.
La Storia del Gruppo Poron non fa eccezione. Inizia dieci anni prima che il ceppo romano della famiglia Cerù, appartenente alla stirpe toscana da cui ha avuto i natali anche Giacomo Puccini, posasse il primo mattone in quel di Aprilia, nel 1962.
Gli eventi che hanno portato al concepimento del Gruppo Poron, sembrano usciti dal prologo di un’opera del famoso compositore toscano. Quando il sipario si alza, compaiono sulla scena le rive del fiume Reno, in Germania. Siamo nel 1952, alla fiera della plastica di Dousseldorf, dove Basf presenta Styropor®, un tenore il cui acuto, da allora, non accenna a diminuire. Il prologo si conclude nel 1957 a Limena, nella provincia patavina, dove lo Styropor® fa il suo esordio in Italia, tra le mura di Poron Italiana. L’azienda prende il nome dal brevetto del neonato impianto di produzione a forma di carosello. Come il famoso programma televisivo, che ha fatto da spartiacque tra la veglia e il sonno, per tante generazioni di bambini.
La storia del Gruppo Poron inizia a dipanarsi dalla penna di Luciano Cerù, quando contribuisce con la sua famiglia, allo sviluppo di Poron Italiana Sud. Uno spin-off di Poron Italiana, che nel frattempo si scinde come un atomo, liberando le sue particelle in tutto il nord est. Fondata il 2 ottobre 1962, dopo soli tre giorni debutta al cinema James Bond, mentre alla radio passano il primo single dei Beatles. La band delle band, che ci ha accompagnato in un lungo viaggio attraverso gli anni sessanta, senza sosta e senza passare da Woodstock. E proprio mentre volgevano al termine, un piccolo passo per un uomo divenne un gigantesco balzo per l’umanità.
Sono gli anni in cui iniziano le lotte sociali e le rivendicazioni sindacali, a seguito delle quali le grandi aziende cominciano a segnare il passo. Ma ormai siamo nei primi anni settanta. Anche i clienti di Poron Italiana Sud subiscono forti ridimensionamenti, sotto la spinta della crisi petrolifera e dell’austerity, mentre gli italiani viaggiano a piedi o a targhe alterne nei giorni festivi. È il primo punto di svolta per Poron Italiana Sud e per la famiglia Cerù. Luciano affronta il cambiamento in trincea, al fianco dei propri dipendenti. Con coraggio riorganizza l’azienda puntando tutto sul mercato locale, con un raggio d’azione logisticamente più sostenibile, per un prodotto leggero e voluminoso come l’EPS.
La nuova strategia, che esalta la forza del “Piccolo è bello”, porta i suoi frutti e ispira Luciano Cerù mentre è intento a disegnare un nuovo futuro possibile. Ne esce un affresco che ritrae la famiglia Cerù alla guida di un gruppo di piccole unità produttive distribuite sul territorio. Un nuovo soggetto che in futuro prenderà il nome di Gruppo Poron, il quale conta oggi otto piccoli e snelli poli produttivi, controllati da Italconsult, la holding di famiglia. L’impegno profuso e i nuovi buoni propositi, spingono l’azienda fuori dal pantano degli anni settanta.
Inizia così la corsa ad ostacoli verso la fine del secondo millennio, quando una nuova crisi investe l’Italia, mettendo in discussione i modelli di business consolidati negli ultimi venti anni.
Durante la crisi dei primi anni novanta le grandi aziende di elettrodomestici iniziano a sentir tremare la terra sotto i piedi, a causa dei movimenti tellurici del sistema Italia. Molte di loro decidono di decentrare la produzione verso altri paesi, spostando anche buona parte dei volumi di imballi in EPS prodotti dal Gruppo Poron. Siamo al secondo punto di svolta della storia del Gruppo, che coincide con un cambiamento epocale a livello globale, a seguito del quale inizia l’era digitale. Sono gli anni in cui, più i grandi che i piccini, giocano con la Play Station, con il cellulare in tasca e il computer collegato a internet sulla scrivania. Sono anche gli anni di mani pulite e tangentopoli, di fronte alle quali l’Italia si ferma e l’edilizia si autoestingue come una perla di EPS, per poi risorgere dalle sue ceneri a cavallo del secondo millennio.
Quando la Porta Santa si apre, il Gruppo Poron inizia a seguire più da vicino il mercato dell’isolamento termico, dando il via a una nuova fase di sviluppo. Forrest Gump ha già smesso di correre e la sua piuma si è posata leggera sulle spalle della nuova generazione della famiglia Cerù. Paolo e Maria Chiara, con suo marito Alessandro Augello, affiancano Luciano e l’onnipresente Massimo Flaviani, per guidare insieme il Gruppo Poron verso il nuovo corso. Il sipario del nuovo atto si apre nuovamente sulle dolci anse del fiume Reno, da dove si può ammirare BASF in tutta la sua magnificenza. L’azienda chimica per antonomasia, da sempre protagonista della storia del Gruppo Poron, entra in scena dando alla luce Neopor®, il fratello di sangue di Styropor®. Il Gruppo Poron parte lancia in resta imbracciando il nuovo scudo alla grafite di Basf, con il quale inizia a conquistare il mercato dell’isolamento termico.
Neopor® e la presenza capillare sul territorio, fanno del Gruppo Poron un interlocutore privilegiato della rivendita edile, sempre più organizzata e strutturata. Grazie ai risultati ottenuti, il patto d’acciaio stretto con Basf quaranta anni prima, si rafforza ulteriormente e passa al livello successivo, con il Gruppo Poron fedele portabandiera di Basf in Italia.
Quando arriva la crisi che nel 2008 ha fatto tremare il mondo, il Gruppo Poron è più forte e attrezzato. Le unità produttive dislocate sul territorio fanno da cuscinetto. Assorbono l’onda d’urto della crisi e consentono al Gruppo di acquisire ulteriori fette di mercato, grazie a un migliore posizionamento rispetto ai concorrenti.
Oggi, il Gruppo Poron è chiamato a affrontare una nuova sfida. Il mondo continua a cambiare a velocità sempre maggiori, con un forte impatto sulla vita delle persone e sull’ambiente. La terra, il nostro tanto amato Pianeta Blu, sta soffrendo ormai da troppo tempo, anche a causa dei rifiuti plastici.
La famiglia Cerù ha deciso di cambiare passo e di aumentare gli investimenti per la salvaguardia dell’ambiente dando il via alla strategia Blue Poron World, con la quale adotta l’Economia Circolare come modello di sviluppo per azzerare i rifiuti di EPS. Una scelta che non modifica il quadro generale a cui Blue Poron World fa da cornice. La barra è sempre ferma sulla rotta tracciata a suo tempo da Luciano, quando con mano ferma, disegnò il futuro dell’azienda intingendo la penna nel blu di Poron. Il colore da lui creato con pigmenti Basf, per scrivere nella storia il valore fondante della famiglia Cerù e del Gruppo Poron: “Bisogna saper essere piccoli, per riuscire a stare con i grandi”.

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