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Una grande sfera blu, emozionante e sorprendente. È quello che vediamo e proviamo quando osserviamo la terra dallo spazio, per effetto del colore del mare, che ricopre il 72% della superficie terrestre. Per questo la terra è chiamata anche “Il Pianeta Blu”.
“Blue Poron World” è una prospettiva particolare sul “Pianeta Blu”, che mette a fuoco e fotografa uno dei problemi che più lo fa soffrire: i rifiuti plastici.
Il Gruppo Poron è nato e cresciuto trasformando e promuovendo EPS, ma oggi non è più sufficiente affermare che l’EPS fa risparmiare energia, riduce le emissioni in atmosfera o è riciclabile al 100%, se poi continua a finire in mare, in discarica o negli inceneritori.
Zero rifiuti plastici. Mission: not impossible.
Il Gruppo Poron ha deciso di accettare la sfida dell’Unione Europea e di abbracciare il modello di Economia Circolare, il cui mantra è “Riduco, Riuso e Riciclo”:
• Riduco l’uso di risorse non rinnovabili e gli sprechi.
• Riuso un prodotto prima di riciclarlo o gettarlo.
• Riciclo i materiali e getto in discarica solo la parte non utilizzabile.
L’obiettivo dell’Unione Europea è “Zero rifiuti plastici entro il 2030”, mentre per il Gruppo Poron è azzerare i rifiuti di EPS e promuovere l’uso di bioplastiche.
Perché gettare un rifiuto di EPS è come gettare un vecchio portafogli pieno di soldi.
Blue Poron World è la strategia per dare valore a ogni singola perla di EPS, in ogni fase del ciclo vita.
Il Pianeta Blu: circolare come i sui cicli naturali
La nostra vita è scandita da una serie di fenomeni che si ripetono con regolarità.
Sono i cosiddetti cicli naturali, come il ciclo giorno-notte e il ciclo delle stagioni, entrambi espressioni della circolarità del tempo.
Ma in natura ci sono altri cicli che influenzano la nostra vita. Come ad esempio il ciclo del carbonio, dell’azoto e dell’acqua.
Purtroppo le attività dell’uomo hanno modificato i cicli naturali mettendo a rischio la sua esistenza e quella del pianeta.
L’Economia Circolare si ispira ai cicli della natura proponendo un modello di sviluppo che è un’evoluzione del tradizionale modello lineare, il quale ci ha abituato a sfruttare le risorse naturali per produrre beni che usiamo e gettiamo via alla velocità della luce. Senza preoccuparci delle conseguenze, nella speranza che madre natura abbia risorse illimitate e riesca a smaltire tutto il carico di rifiuti e di emissioni che produciamo.
Secondo l’economia circolare un prodotto diventa rifiuto quando non può più essere riutilizzato o riciclato, quando ne abbiamo spremuto fino all’ultima goccia di valore e rimane solo un piccolo residuo da smaltire in discarica.
Materie prime, energia, prodotti, sottoprodotti, scarti e rifiuti corrono così su percorsi circolari, creando valore ogni volta che tornano in uno dei punti di partenza, con un movimento di rivoluzione intorno alla catena del valore.

La rivendita circolare
L’Economia Circolare è un percorso in cui il ruolo dei rivenditori è strategico, per tre motivi fondamentali:
• Perché possono diventare un punto di riferimento e un crocevia per i prodotti da riutilizzare o riciclare. Un servizio di cui le imprese avranno sempre più necessità per rendere più circolari i loro cantieri e diminuire i costi dello smaltimento.
• Perché sono una vetrina sul mercato vicina all’utilizzatore finale, sul quale possono esercitare maggiore attrattiva, grazie a questi temi.
• Perché è un modo per differenziarsi e anticipare i concorrenti, compresa la GDO, su temi che saranno sempre più importanti. Anche se oggi sono ancora una nicchia.

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