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Blue Poron World abbraccia l’economia circolare per salvare il mare dalla plastica. Obiettivo:
azzerare i rifiuti di Eps con un maggiore uso di risorse rinnovabili, bioplastica e riciclo di Eps.
Perché gettare via uno scarto di polistirene è come buttare via un portafogli pieno di soldi

Rinnovare un prodotto per l’edilizia considerato maturo e, in alcuni casi, figlio della vecchia chimica, per renderlo ancora più ecosostenibile, al passo con i tempi e le evoluzioni del mercato. La sfida sembra impossibile, ma è proprio quello che ha deciso di intraprendere il Gruppo Poron, da oltre mezzo secolo impegnato nella trasformazione del polistirene espanso sinterizzato (Eps). Uno dei materiali principe per la realizzazione dei sistemi di isolamento termico, a cominciare dal sistema a cappotto, capace di trasformare la natura degli edifici e l’idea stessa di casa, i quali diventano sempre più efficienti e in grado di migliorare la vita delle persone e del pianeta terra.

PIANETA BLU
La risposta del Gruppo Poron parte da una grande sfera blu, emozionante e sorprendente. È quello che vediamo e proviamo quando osserviamo la terra dallo spazio, per effetto del colore del mare, che ricopre il 72% della superficie terrestre. Per questo la terra è chiamata anche il Pianeta Blu. Blue Poron World vuole essere una prospettiva particolare, che mette a fuoco e fotografa uno dei problemi che più fa soffrire il nostro pianeta: i rifiuti plastici.
Il Gruppo Poron è nato e cresciuto trasformando e promuovendo Eps. Oggi non è più sufficiente affermare che l’Eps fa risparmiare energia, riduce le emissioni in atmosfera o è riciclabile al 100%, se continua a finire in mare, in discarica o negli inceneritori. Zero rifiuti plastici non è però una «mission impossible».
Poron, infatti, ha deciso di accettare la sfida dell’Unione Europea e di abbracciare il modello di economia circolare, il cui mantra è «Riduco, Riuso e Riciclo»: riduco l’uso di risorse non rinnovabili e gli sprechi, riuso un prodotto prima di riciclarlo o gettarlo, riciclo i materiali e getto in discarica solo la parte non utilizzabile.

VERSO QUOTA ZERO
L’obiettivo dell’Unione Europea è zero rifiuti plastici entro il 2030. Per Poron è azzerare i rifiuti di Eps e promuovere l’uso di bioplastiche. Perché gettare un rifiuto di Eps è come buttare via un vecchio portafogli pieno di soldi. Blue Poron World è la strategia per dare valore a ogni singola perla di polistirene, in ogni fase del ciclo vita.

CIRCOLARE COME I CICLI NATURALI
La nostra vita è scandita da una serie di fenomeni che si ripetono con regolarità. Sono i cicli naturali, come il giorno e la notte e le stagioni, entrambi espressioni della circolarità del tempo. Ma in natura ci sono anche altri cicli che influenzano la nostra vita. Come quello del carbonio, dell’azoto e dell’acqua. Purtroppo, le attività dell’uomo hanno modificato i cicli naturali mettendo a rischio la sua stessa esistenza e quella del pianeta. L’economia circolare si ispira alla natura proponendo un modello di sviluppo che è un’evoluzione del tradizionale modello lineare, che ci ha
abituato a sfruttare le risorse naturali per produrre beni, usati e gettati via alla velocità della luce. Senza preoccuparsi delle conseguenze. Nella speranza che Madre Natura abbia risorse illimitate e riesca a smaltire tutto il carico di rifiuti e di emissioni che produciamo. Secondo l’economia circolare un prodotto diventa rifiuto quando non può più essere riutilizzato o riciclato, quando ne abbiamo spremuto fino all’ultima goccia di valore e rimane solo un piccolo residuo da smaltire in discarica. Materie prime, energia, prodotti, sottoprodotti, scarti e rifiuti corrono così su percorsi circolari, creando valore ogni volta che tornano in uno dei punti di
partenza, con un movimento di rivoluzione intorno alla catena del valore.

LA RIVENDITA CIRCOLARE
L’economia circolare è un percorso in cui il ruolo dei rivenditori è strategico, per tre motivi fondamentali. Possono diventare un punto di riferimento e un crocevia per i prodotti da riutilizzare o riciclare. Un servizio di cui le imprese avranno sempre più necessità per rendere più circolari i loro cantieri e diminuire i costi dello smaltimento. Ma anche perché sono una vetrina sul mercato vicina all’utilizzatore finale, sul quale possono esercitare maggiore attrattiva, grazie a questi temi. E, infine, perché è un modo per differenziarsi e anticipare i concorrenti, compresa la Gdo, su temi che saranno sempre più importanti. Anche se oggi sono ancora una nicchia.

“Secondo l’economia
circolare un prodotto
diventa rifiuto quando
non può più essere
riutilizzato o riciclato,
quando ne abbiamo
spremuto fino all’ultima
goccia di valore”

novembre: 2018
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